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Whale shark expedition 2015 - le emozioni di Djibouti

Poche ore e saremo in sala conferenze a parlare di Djibouti, della Whale shark Expedition 2015...e mentre son qui a sistemare foto, video e slide che riaffiorano i ricordi di questo particolarissimo viaggio. Particolarissimo perché denso di tante emozioni, di ricordi, di affetti. Particolarissimo perché non ci si tornava dal 2012, perché nel 2012 lo abbiamo lasciato con un felice “arrivederci” per scoprire poche settimane dopo che, per il più brutto dei motivi, forse tutto era finito..forse su Djibouti avremmo dovuto metterci una pietra sopra.
Passano invece tre anni, quasi uno non ci spera anche se il pensiero ogni tanto ci torna, ed ecco che ci torniamo sul grazie all'impegno degli amici che ci hanno creduto e che hanno ricostruito la possibilità per noi e tutti i nostri compagni di viaggio di tornare in quel luogo magico.
Abbiamo detto addio al Boreas, e troviamo in porto Elegante ad aspettarci, col suo corpo di legno e quel suo cuore grande fatto dallo splendido equipaggio che ci accoglie e ci trasforma subito in un gruppo di amici pronti per questa nuova avventura. Giusto il tempo di di sostituire il piumino con la muta, check dive alle Mucha e subito dopo la prua punta Ras Eiro, andiamo lì dove speriamo ci siano gli squali balena ad aspettarci, loro che più di ogni immersione e ogni scorcio sono il vero motivo di questa spedizione.
Ammirarli, affascinarci, imparare di più a conoscerli e riprendere quel bellissimo progetto di citizen science che dal 2007 ci vedeva impegnati proprio in queste bellissime acque, questi sono i principali motivi per cui ci troviamo qui.

E tutti questi motivi non vengono affatto disattesi, si salta sugli zodiac e da Ras Eiro si punta Arta plage pronti, attrezzati e con quel battito accelerato a ricordare che se anche fuori si ostenta serenità e sicurezza, dentro una punta di bellissima ansia da aspettativa si fa strada tra i pensieri. Anche perché di pensieri ce ne sono tanti, i ricordi dei magnifici momenti passati con quei pacifici giganti, i buffissimi granchi planctofagi che però non si vedon galleggiare in quelle acque che mi ricordavo verdi di denso plancton e che ora che ci siam vicini mi sembrano fin troppo blu.
Ogni secondo col motore al minimo, gli occhi all'orizzonte e ormai il battito al massimo sembrano lunghissimi, ma vengono presto rotti dalla gioia della prima pinna che rompe la superficie dell'acqua e che ci dice che è tempo di ritornare in acqua con i nostri pacifici giganti.
Uno dei motivi principali è riprendere il progetto, riprendere la foto-identificazione, ma starò qui tre settimane… non ci torno da tre anni… la foto-identificazione può aspettare il prossimo tuffo, e decido che questo primo tuffo è tutto dedicato alla gioia dell'incontro e del ritorno e dell'emozione del condividere quella porzione di mare con l'eleganza di quelle creature.
Quattro foto per tarare le macchine, un paio di immersioni per goderci anche il resto della particolare natura sommersa che Djibouti ha da offrirci, e ritorniamo in cerca dei nostri amici a macchie bianche; qualcuno decide di restare in modalità emozione, e non faccio fatica a capire il perché, per me invece e per chi mi sta aiutando attivamente è momento di ritararsi sul lavoro.

Ed è così che passano i giorni, sempre molto più veloci di quanto uno immagini, tra immersioni, sistemazione di tutti i dati presi e piacevolissimi momenti di confronto, informazione e approfondimento su questo universo fragile e bellissimo chiamato Squalo. Veloci passano i giorni, si accumulano i ricordi e si avvicendano gli equipaggi di corsisti, quelli nuovi che speri di rivedere e i vecchi amici con cui sempre fa piacere condividere, e quegli affetti speciali che rendono ancora più densa e profonda questa spedizione.
Veloci passano i giorni anche se sembra di esser qui da sempre, ed è momento di metter ordine tra le foto, i dati, i bagagli.
E' tempo di tornare a casa e trasformare tutto questo nel punto di partenza per un nuovo ciclo di spedizioni in Djibouti che ci aiutino a capire sempre di più e sempre meglio queste magnifiche creature e il loro rapporto sempre più fragile col mondo degli umani; quindi un abbraccio grande all'equipaggio, a questa nuova famiglia che sono felice di aver conosciuto, e uno sguardo all'orizzonte per fissare bene nella memoria l'atmosfera magica di questo luogo.
E' in quello sguardo che avrei tanto voluto vedere la sagoma di un caro amico, sagoma che ha caratterizzato tanto il nostro passato a Djibuoti...e mi spiace tanto Maurizio che quella sagoma sia sfumata nel blu profondo del mare che così tanto anche tu hai sempre amato, ma sorrido e son sicuro che in quel blu profondo i nostri giganti a macchie bianche ti abbian trovato per portarti giringiro negli oceani del mondo. Mi spiace che non ci rivedremo in Djibouti, ma stai tranquillo che ci prenderemo noi cura dei tuoi squali balena.


Testi e foto @Emilio Mancuso

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